Chiara Frontini, le candidature NO-VAX e la poca chiarezza sui diritti LGBT

In questo tutti i candidati dovranno essere chiari sulle loro posizioni e quelle della loro squadra di governo in quanto in periodo di pandemia ne va della sicurezza dei Viterbesi.

Il sindaco infatti è l’autorità sanitaria locale e, come purtroppo abbiamo visto in questi anni di Covid-19, gravano su di lui importanti responsabilità per la tutela della salute dei propri cittadini che non ammettono incertezze.

Di questo sarà sicuramente al corrente la candidata Chiara Frontini che apprendiamo oggi aver stretto alleanza con l ‘ex M5s Gianluca De Dominicis il quale sui social non fa mistero delle simpatie per la senatrice Cunial.

Quella senatrice Cunial, leader no vax, di cui tutti ricordiamo le scioccanti dichiarazioni sui vaccini, la Shoa, il genocidio e che si è scagliata più volte anche contro il presidente della repubblica Mattarella definendolo “costretto e ricattato”.

Non sappiamo se nelle fila di Viterbo 2020 ci siano altre posizioni di tal genere, tuttavia non è certo un bel biglietto da visita per chi, come Frontini, si candida a gestire la sanità cittadina e che certo non può far stare tranquilli i cittadini proprio nel momento in cui non sappiamo se siamo di fronte a una nuova ondata o a un aumento temporaneo, ma tutti i dati ci dicono che l’epidemia è in una fase ormai nettissima e consistente di nuova crescita.

Come Azione abbiamo sempre detto basta No Vax, Ni Vax e fiancheggiatori vari. L’Italia seria deve reagire a questa deriva irrazionale, pericolosa e insensata. Figuriamoci se possiamo auspicare per Viterbo un sindaco e una maggioranza su posizioni “no vax”.

Parigi val bene una messa o più semplicemente “tutto fa brodo” pur di vincere, diranno forse dalle parti di Chiara Frontini, non certo però se c’è di mezzo la salute e ci si candida ad essere il responsabile di quella di tutti i Viterbesi.

Cara Chiara sui vaccini e sulla tutela della salute bisogna essere Chiari, questo dire e non dire così come hai fatto sulla questione dei diritti della comunità lgbt non è appropriato per una figura pubblica tantomeno per un candidato sindaco.

(Giacomo Barelli)