Calenda: «Alle comunali ragioniamo sul candidato». Azione per il modello Draghi.

Il modello Draghi per Viterbo? A crederci è anche Azione, il partito di Calenda radicato nella cultura imprenditoriale e liberal-democratica. «Dobbiamo individuare un alto profilo extra-partitico; un nome autorevole e competente» dichiara il segretario provinciale Giacomo Barelli. «Un candidato sindaco che faccia da catalizzatore di un ampio fronte riformista. La pandemia l’ha reso evidente: servono serietà e competenza, ragionare oltre gli steccati di partito».

Il tema è serio, perché dalla prossima consiliatura non si scherza. Chiunque verrà scelto dagli elettori per guidare Viterbo alle prossime elezioni comunali avrà la responsabilità di mettere in atto il PNRR. Una pioggia di investimenti che potranno cambiare per sempre il volto della Città e segnare finalmente una rinascita vera – non solo a parole. Ma anche un passaggio estremamente delicato per il futuro di Viterbo, che rischia di esser vanificato dal triste valzer di poltrone e inefficienza proposto in passato da fin troppe amministrazioni.

Anche Carlo Calenda in persona, che nelle prossime settimane sarà a Viterbo, pure per le comunali apre a un fronte riformista ampio, anti-populista e anti-sovranista, che copra virtualmente lo spettro politico che va dal PD a certi settori del centro-destra. Un’ipotesi per ora tutta da vedere, almeno finché all’interno degli schieramenti c’è ancora il braccio di ferro tra le varie correnti.

«Subito il dibattito per individuare un profilo, e non un nome. Una figura di provata eccellenza, magari dal mondo dell’imprenditoria, della cultura o da quello accademico. Sui programmi sarà facile trovare un’intesa.» rilancia Barelli. «Tutte le forze che si riconoscono in una seria cultura di governo devono avere la responsabilità di sedersi a un tavolo insieme e prendere le distanze da chi va avanti a slogan. La pandemia ha fatto piazza pulita delle vecchie logiche; i cittadini se ne sono accorti e lo dimostreranno ai seggi». Ora rimane da vedere se avranno la meglio le beghe dei partiti o l’interesse comune.