Chiara Frontini, basta ipocrisia: Viterbo 2020 è una lista di destra. Il legame con Gabbianelli.

Il re è nudo. Grazie a Vittorio Sgarbi è finita l’ipocrisia di Chiara Frontini e del suo civismo.

Una lista Viterbo 2020 apparentemente apartitica e apolitica che finalmente viene collocata li dove è sempre stata, a destra. Sgarbi come sempre ci ha detto una grande verità, svelando ciò che tutti abbiamo sempre saputo e che nessuno ha mai voluto chiedere. Chiara Frontini è di destra e il suo sponsor principale è l’ex sindaco di destra Giancarlo Gabbianelli. 

È ora, come direbbe Frontini, di farla finita, diciamo invece noi, con inutili travestimenti in cui per anni si è nascosto il movimento Viterbo 2020 con a capo l’ex assessora del Popolo delle libertà, un movimento legittimamente e fermamente collocato a destra.

Dire che non c’eravamo accorti sarebbe dire una cosa non vera. Anche recentemente avevamo segnalato le posizioni quantomeno ambigue sui vaccini e sui diritti Lgbt, ma averne la certezza con addirittura un endorsement pesante (così avrebbe detto Gabbianelli a Sgarbi) che la vedrebbe come possibile leader di tutto il centro destra mette la pietra tombale sul civismo di maniera per anni sbandierato dalla “pasionaria” della destra cittadina.

Tutto bene quel che finisce bene, ma più importante è che finalmente sia chiarito a tutti che la legittima collocazione della candidata Frontini e del suo movimento è a destra e tutt’altro che civica, tanto da essere ritenuta una tra i migliori candidati sindaco per i partiti di una coalizione di centro destra.

E ora? Semplice, il re è nudo. Il suo vestito nuovo è quello della destra cittadina ed era giusto svelarlo, affinché tutti i viterbesi sapessero che votare Frontini significa votare la destra perché lei “non ha nulla a che fare con la sinistra”, parole sue, almeno dicono, con buona pace del civismo e di tutti quelli, noi mai per la verità, che le avevano creduto.

(Giacomo Barelli)


Chiara Frontini, le candidature NO-VAX e la poca chiarezza sui diritti LGBT

In questo tutti i candidati dovranno essere chiari sulle loro posizioni e quelle della loro squadra di governo in quanto in periodo di pandemia ne va della sicurezza dei Viterbesi.

Il sindaco infatti è l’autorità sanitaria locale e, come purtroppo abbiamo visto in questi anni di Covid-19, gravano su di lui importanti responsabilità per la tutela della salute dei propri cittadini che non ammettono incertezze.

Di questo sarà sicuramente al corrente la candidata Chiara Frontini che apprendiamo oggi aver stretto alleanza con l ‘ex M5s Gianluca De Dominicis il quale sui social non fa mistero delle simpatie per la senatrice Cunial.

Quella senatrice Cunial, leader no vax, di cui tutti ricordiamo le scioccanti dichiarazioni sui vaccini, la Shoa, il genocidio e che si è scagliata più volte anche contro il presidente della repubblica Mattarella definendolo “costretto e ricattato”.

Non sappiamo se nelle fila di Viterbo 2020 ci siano altre posizioni di tal genere, tuttavia non è certo un bel biglietto da visita per chi, come Frontini, si candida a gestire la sanità cittadina e che certo non può far stare tranquilli i cittadini proprio nel momento in cui non sappiamo se siamo di fronte a una nuova ondata o a un aumento temporaneo, ma tutti i dati ci dicono che l’epidemia è in una fase ormai nettissima e consistente di nuova crescita.

Come Azione abbiamo sempre detto basta No Vax, Ni Vax e fiancheggiatori vari. L’Italia seria deve reagire a questa deriva irrazionale, pericolosa e insensata. Figuriamoci se possiamo auspicare per Viterbo un sindaco e una maggioranza su posizioni “no vax”.

Parigi val bene una messa o più semplicemente “tutto fa brodo” pur di vincere, diranno forse dalle parti di Chiara Frontini, non certo però se c’è di mezzo la salute e ci si candida ad essere il responsabile di quella di tutti i Viterbesi.

Cara Chiara sui vaccini e sulla tutela della salute bisogna essere Chiari, questo dire e non dire così come hai fatto sulla questione dei diritti della comunità lgbt non è appropriato per una figura pubblica tantomeno per un candidato sindaco.

(Giacomo Barelli)


Azione Carlo Calenda Viterbo elezioni comunali candidato sindaco programma migliore

Azione: l’8 marzo c’è poco da festeggiare. Ecco il Centro Rosa, con cui aiutare le donne.

«Noi donne abbiamo poco da festeggiare l’8 marzo» esordisce Vilma Usai, viterbese nel direttivo regionale di Azione, il partito di Calenda. «La pandemia forse si sta progressivamente allontanando, ma l’effetto a lungo termine che avrà sulla condizione femminile non può essere ignorato. Per questo con Azione oggi annunciamo il progetto del Centro Rosa, un vero e proprio luogo di aiuto e aggregazione per le donne in difficoltà – e non solo».

I numeri purtroppo parlano chiaro. Oltre al dramma sanitario, infatti, l’impatto del Covid-19 ha aggravato la già allarmante situazione femminile. «Un vero e proprio dramma sociale per noi donne. Il 98% di chi ha perso il lavoro durante la pandemia è donna. E donna è la maggior parte dei medici e ancor più del personale infermieristico. Donna è la maggior parte di chi ha lavorato nella vendita al dettaglio mentre gli altri erano in lockdown, nell’assistenza all’infanzia e agli anziani».

I dati ISTAT sono impietosi, ma non tutto si misura con i numeri. «C’è poi la questione di chi rimane a casa» aggiunge Vilma Usai. «Penso a quelle madri che devono lavorare in ‘smart working’ mentre si occupano dei figli o dei genitori. Penso alle vittime di violenza domestica, che prima sono state chiuse in gabbia con i propri aguzzini e ora non hanno l’indipendenza economica per allontanarsene».

«In Azione siamo concreti», le fa eco Giacomo Barelli, il segretario provinciale del partito di Calenda. «È per questo che, in un 8 marzo così amaro, annunciamo il progetto del Centro Rosa, punto cardine del nostro programma. Uno spazio vitale e sicuro, collocato nel Centro Storico, che faccia da snodo per aiutare le donne ad affrontare tutti i suddetti problemi. Un luogo in cui sentirsi a casa, in cui ogni donna di Viterbo potrà avere consigli esperti su come raggiungere l’indipendenza economica, su come sottrarsi a un compagno violento o su come gestire una situazione lavorativa o personale difficile. Un impegno che prendiamo con le nostre elettrici ed elettori».

Non solo un centro d’aiuto, ma anche un aggregatore culturale, come spiega Vilma Usai: «Il Centro Rosa sarà però anche un cuore pulsante della comunità femminile viterbese, nel quale noi donne potremo fare rete, il tutto contribuendo a ravvivare il nostro meraviglioso Centro Storico». Chiude Barelli: «Non è con le chiacchiere ma con i fatti che Azione vuole augurare il meglio a ogni donna e celebrarne il contributo alla società. Il miglioramento della condizione femminile è una delle nostre priorità nel programma per il futuro di Viterbo». 


Azione chiarisce: «Non esiste alcuna coalizione di cui facciamo parte»

«Viterbo ha bisogno di un sindaco, non di un partito. Ad oggi non esiste nessuna coalizione di cui  Azione faccia parte per le elezioni comunali di Viterbo». Il segretario provinciale di Azione, Giacomo Barelli, conferma nero su bianco quanto riportato da Il Messaggero.

Dopo l'esperienza negativa della giunta capitanata dall'ex sindaco Giovanni Arena, sul piatto del centrosinistra non c'è ancora una squadra composta. «Abbiamo più volte sostenuto la necessità che serva un "Draghi per Viterbo" - dice Barelli - ma al momento non è stata costruita nessuna alternativa al malgoverno dell'ultima amministrazione. Riteniamo che al capoluogo non serva un candidato di bandiera ma un sindaco di alto profilo, autorevole, che possa finalmente prendere le redini di questa città e condurla fuori dal baratro in cui è stata gettato».

Insomma, è tutto da definire e da discutere. E l'orologio corre. «Non c è più tempo per i tatticismi. Azione, come più volte ribadito, ha le idee chiare ed è disponibile in tempi rapidi ad aprire un confronto con chiunque riconosca tale priorità». Confronto che evidentemente finora non si è aperto concretamente.

«In ogni caso - conclude il segretario provinciale di Azione - siamo pronti a dare risposte con un nostro candidato sindaco ed una nostra lista, perché parafrasando Calenda anche Viterbo ha bisogno di un sindaco e non di un partito».

da Il Messaggero


Azione Carlo Calenda Viterbo elezioni comunali candidato sindaco programma migliore

Azione, Barelli: «Con la guerra peggiorerà la crisi, uniamoci. I sovranismi sono finiti.»

«La drammatica invasione russa dell’Ucraina, che pure ci sconvolge nel profondo, potrebbe sembrare una questione lontana dalla vita di tutti i giorni dei Viterbesi, ma non è così. Chi ha cultura di governo si unisca, diamo il meglio alla nostra città! Qui tra recite qualunquiste in favore di camera ed ex amici di Putin il panorama è raggelante.» tuona Giacomo Barelli, segretario provinciale di Azione. Il leader viterbese del partito di Calenda, guardando alle comunali, sottolinea quindi come le amministrazioni locali saranno decisive nel salvaguardare la perdita di potere d’acquisto dei cittadini.

«Quello che sta facendo Putin è semplicemente immorale e il mondo sta cambiando sotto i nostri occhi. Ma anche quando sarà finita l’emergenza umanitaria delle vittime di guerra – che portiamo nel cuore – rimarranno ferite economiche gravissime in tutta Europa. Nel migliore dei casi, tra rincari dei beni di prima necessità e questione energetica, gli Italiani sperimenteranno una crisi economica che si sommerà a quella della pandemia. Non c’è più tempo per i tatticismi, sediamoci a un tavolo. Ripeto l’invito a tutte quelle formazioni politiche che esprimono una cultura amministrativa vera: troviamo un nome di alto profilo che ci unisca. Un ‘primus inter pares’ che traghetti Viterbo fuori dalle sabbie mobili. Perché una ‘maggioranza Draghi’ non sarebbe possibile a Viterbo?» 

Azione, che già nei giorni scorsi aveva proposto il ‘modello Draghi’, rilancia un tema che più volte è emerso nel dibattito per le comunali di Viterbo. Barelli però stavolta gioca ancora di più in attacco, denunciando un panorama che dipinge come un compromesso al ribasso. «Come pensano di affrontare il più difficile momento storico dal secondo dopo-guerra? Sembra un circo del nulla! Tra chi spaccia le manie di protagonismo e l’antipolitica fatta di slogan vuoti come ‘civismo’, chi fino a ieri celebrava Putin e da sempre corteggia i no-vax, e chi per moltiplicare le poltrone si inventa addirittura l’assessorato alla Macchina di Santa Rosa… è surreale. Senza considerare che la Destra vuole far passare come novità chi ha contribuito al disastro degli ultimi anni: il vice-sindaco uscente, con deleghe ai lavori pubblici, alle politiche energetiche, alla pubblica illuminazione, alla viabilità urbana, all’impiantistica sportiva e al patrimonio. Una presa in giro dei cittadini. È il momento di rispondere a questo spettacolo nell’unico modo sensato: con un progetto che abbia al centro qualità e serietà».

Nell’agenda del partito di Calenda, come priorità assoluta, il ricorso a competenze specifiche per gestire il PNRR stanziato dall’Europa e far rinascere la città. Nelle parole di Barelli riecheggia poi anche il richiamo fatto da Mattarella nel suo secondo discorso di insediamento: «Riscopriamo e rivendichiamo la dignità della Politica. Della Buona Politica. Contro i rivoluzionari da tastiera, contro chi ci vuole isolati dall’Europa e contro gli stunt elettorali buoni giusto per il marketing via Facebook

«Basta accendere un TG per capirlo. I cittadini lo sanno che nella storia non c’è più posto per chi rema contro l’Unione Europea o per chi vedeva in Putin un modello. Sono sicuro che il fronte riformista, che è sempre più forte a Viterbo, saprà segnare una vera inversione di tendenza per salvare la nostra città. Ora cerchiamo insieme un candidato forte – che sia donna o uomo è indifferente: quello che importa è che sia il nome più prestigioso che possiamo esprimere. 


Azione Carlo Calenda Viterbo elezioni comunali candidato sindaco programma migliore

Calenda: «Alle comunali ragioniamo sul candidato». Azione per il modello Draghi.

Il modello Draghi per Viterbo? A crederci è anche Azione, il partito di Calenda radicato nella cultura imprenditoriale e liberal-democratica. «Dobbiamo individuare un alto profilo extra-partitico; un nome autorevole e competente» dichiara il segretario provinciale Giacomo Barelli. «Un candidato sindaco che faccia da catalizzatore di un ampio fronte riformista. La pandemia l’ha reso evidente: servono serietà e competenza, ragionare oltre gli steccati di partito».

Il tema è serio, perché dalla prossima consiliatura non si scherza. Chiunque verrà scelto dagli elettori per guidare Viterbo alle prossime elezioni comunali avrà la responsabilità di mettere in atto il PNRR. Una pioggia di investimenti che potranno cambiare per sempre il volto della Città e segnare finalmente una rinascita vera – non solo a parole. Ma anche un passaggio estremamente delicato per il futuro di Viterbo, che rischia di esser vanificato dal triste valzer di poltrone e inefficienza proposto in passato da fin troppe amministrazioni.

Anche Carlo Calenda in persona, che nelle prossime settimane sarà a Viterbo, pure per le comunali apre a un fronte riformista ampio, anti-populista e anti-sovranista, che copra virtualmente lo spettro politico che va dal PD a certi settori del centro-destra. Un’ipotesi per ora tutta da vedere, almeno finché all’interno degli schieramenti c’è ancora il braccio di ferro tra le varie correnti.

«Subito il dibattito per individuare un profilo, e non un nome. Una figura di provata eccellenza, magari dal mondo dell’imprenditoria, della cultura o da quello accademico. Sui programmi sarà facile trovare un’intesa.» rilancia Barelli. «Tutte le forze che si riconoscono in una seria cultura di governo devono avere la responsabilità di sedersi a un tavolo insieme e prendere le distanze da chi va avanti a slogan. La pandemia ha fatto piazza pulita delle vecchie logiche; i cittadini se ne sono accorti e lo dimostreranno ai seggi». Ora rimane da vedere se avranno la meglio le beghe dei partiti o l’interesse comune.


Giacomo Barelli eletto segretario provinciale di Azione

Giacomo Barelli è il segretario provinciale di Azione, il partito di Carlo Calenda. L’ex consigliere comunale di palazzo dei Priori a Viterbo è stato eletto poco fa al termine del primo congresso del partito. “Saremo presenti – ha sottolineato subito Barelli – già dalle prossime elezioni comunali”.

Al congresso, oltre agli iscritti, anche il presidente della provincia Alessandro Romoli, il vice Pietro Nocchi, il senatore Umberto Fusco, la consigliera regionale Valentina Grippo, il consigliere regionale Alessandro Caprioccioli, Filippo Rossi della Buona destra, la segretaria provinciale del Pd Manuela Benedetti, il commissario provinciale di Forza Italia Andrea Di Sorte, la segretaria comunale del Pd Patrizia Prosperi e la segretaria comunale di Italia Viva Elena Angiani.

“Inizia la costruzione del partito sul territorio – ha detto Barelli – che avrà come punto di riferimento tre priorità: giovani, lavoro e competenze e professionalità che devono informare tutta l’attività della politica e dei politici. Da domani saremo tutti quanti al lavoro per le prossime elezioni amministrative nella Tuscia, a partire da Viterbo”.

Ad essere eletto anche il direttivo di Azione, composto da 30 persone, mentre Barelli è anche il delegato eletto alla prossima assemblea nazionale che porterà all’elezione del segretario nazionale di Azione a metà febbraio.

(Daniele Camilli per TusciaWeb)


Azione: tesseramento aperto e presto Calenda a Viterbo

Come comunicato da Carlo Calenda è iniziata in questi giorni la fase 2 di Azione. È partito inoltre il tour di Carlo Calenda, (che stiamo lavorando per avere a breve di nuovo a Viterbo) e che lo porterà in tutta Italia per spiegare le idee di Azione e confrontarsi con cittadini e sostenitori all’insegna di serietà, profondità e pragmatismo, con l’obiettivo di spezzare il bipolarismo.

È stato inoltre presentato il nuovo logo di Azione con il blu della transizione digitale a cui si aggiunge il verde della transizione ambientale.

Ma soprattutto è stato dato il via al tesseramento 2022 per cui tutti cittadini che ci vogliono sostenere, anche a Viterbo e provincia, possono iscriversi o rinnovare l’iscrizione per partecipare alla prima tappa che ci porterà al congresso, che si terrà all’inizio del nuovo anno.

Ed è per questo che voglio rilanciare l’appello di Carlo Calenda ad “entrare in azione ” e vorrei estenderlo a tutti coloro che, anche nella nostra Tuscia, pensano “che la politica sia risolvere i problemi – come sta facendo Mario Draghi – e non urlare vuoti slogan, a tutti coloro che non vogliono tornare al circo dei sovranisti e dei populisti nei prossimi anni,” ad iscriversi ad Azione andando sul sito www.azione.it e seguendo la semplice procedura on-line.